# Come affrontare gli attacchi basati sull’intelligenza artificiale: i miei pensieri da senior developer

Come responsabile tecnico e della sicurezza, sono preoccupato come la maggioranza dei miei colleghi per la protezione dei dati della nostra azienda in un mondo dove aumenta la minaccia di attacchi basati sull’intelligenza artificiale (AI).

Come risultato di un recente sondaggio condotto da Object First, l’89% dei responsabili IT e della sicurezza si è dichiarato molto preoccupato per la sicurezza dei propri dati a causa degli attacchi informatici basati sull’intelligenza artificiale. La principale misura di difesa individuata è il rafforzamento della sicurezza dei backup, con l’87% che utilizza sistemi di backup immutabili per i propri dati, ma solo il 58% ne fa uso effettivamente. Questo significa che appena il 53% di noi è molto fiducioso di poter ripristinare rapidamente i dati dopo un attacco ransomware basato sull’AI.

Il panorama delle minacce IT, in rapida evoluzione, continua a mettere sotto pressione i responsabili IT e della sicurezza: il 52% afferma che attualmente è più difficile stare al passo con le minacce rispetto a cinque anni fa. L’attenzione si concentra sempre più sulla sicurezza dei dati di backup, con il 79% che dichiara di temere soprattutto gli attacchi basati sull’intelligenza artificiale che riescono ad accedere ai backup.

In caso di attacco, la capacità di un’azienda di recuperare i propri dati in modo rapido, sicuro ed efficace può determinare se sopravviverà o no. Se gli aggressori riescono a modificare o cancellare i backup, il recupero dei dati non è garantito. Lo storage di backup con immutabilità assoluta garantisce che nessuno, neanche l’amministratore con i privilegi più elevati o un aggressore, possa modificare o cancellare i dati di backup.

Un altro punto fondamentale da considerare è il concetto di Zero Trust, uno standard che consente ai responsabili della sicurezza di implementare backup di dati immutabili e resistenti al ransomware, per garantire una rapida capacità di ripristino dei sistemi critici. Solo il 58% degli intervistati ha adottato i principi di Zero Trust, ma è importante che questa tendenza aumenti rapidamente in un mondo sempre più minaccioso.

Le pratiche di backup di base sono inadeguate: quasi una su 3 non segue la regola di backup 3-2-1 (3 copie su 2 supporti diversi, 1 copia archiviata in una sede esterna), nonostante sia una best practice ampiamente riconosciuta. Questo espone potenzialmente le aziende a dei rischi, in un momento in cui gli attacchi ransomware basati sull’intelligenza artificiale continuano ad aumentare.

In conclusione, come responsabile tecnico e della sicurezza è importante essere sempre al passo con le minacce informatiche e prendere misure adeguate per proteggere i propri dati. Farsi trovare preparati è imprescindibile: lo storage di backup con immutabilità assoluta deve essere una linea di difesa fondamentale contro la perdita di dati critici, mentre la pratica del Zero Trust deve diventare uno standard per garantire una rapida capacità di ripristino dei sistemi critici.


Fonte originale: https://techfromthenet.it/2026/04/08/come-i-responsabili-it-e-sicurezza-affrontano-gli-attacchi-basati-sullai/

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